Un Valtellina con rinforzo, il vino di Nicola.

GIU  \   7  \  2010

Torno a scrivere di vino sul Maiale Ubriaco, ed è per me un po' come un ritorno a casa dopo una lunga ed intensa vacanza all'estero. Negli ultimi tempi i miei giorni sono sempre molto fitti, la mia testa è piena di info e anche tra queste pagine sembrano esserci molte novità, ma come solo raramente accade l'odore delle cose è sempre lo stesso difatti lo spirito originario non è mai stato tradito. Certo, è ovvio, cambiano i tempi, i ritmi, le intensità, ma in fondo le pause sono anche un po' un modo per ritrovarsi e riscoprirsi, una buona occasione per "sentirsi" anche in relazione a ciò che ci circonda. Pause, suoni e rumori, e penso a John Cage, perchè un silenzio non è mai vuoto ed un foglio bianco non è detto che vada necessariamente riempito. Che bella cosa la lentezza! L'abbiamo detto tante volte in passato nelle nostre chiacchierate: il concetto di stagionalità va concretizzato e attualizzato, riportandolo alla quotidianità, così da potersi approcciare nel migliore dei modi alla complessa semplicità della natura. E' il momento di valorizzare il "piccolo", di ritornare all'uomo, di raccontare i luoghi per quello che sono e condividere le esperienze. Esprimere un territorio ed esserne una testimonianza: infondo cos'è il vino se non una poesia liquida racchiusa in una bottiglia tappata con sughero, incapsulata o magari chiusa con della ceralacca? Una bottiglia viaggia per il mondo, percorre spazio e tempo, e il vino vive, invecchia, evolve, muta, si distende e muore. Bottiglia che finisce, bicchiere che si svuota...
Il vino che ho scelto per questo mio ritorno é un vino di montagna, un vino del nord. Lo abbiamo bevuto in quattro, un paio di settimane fa, in una serata piovosa, insolitamente fredda e ventilata per essere a maggio; se ben ricordo era un venerdì, e fu un gran bel venerdì. E' questo il vino che l'amico Nicola Cerone, farmacista, compagno di cene, ma soprattutto brava persona, ha portato con se dal week-end in quel di Sondrio, quale simpatico cadeau.
Azienda agricola Le Strie, Valtellina superiore DOCG annata 2005, chiavennasca con un piccolo saldo di altri vitigni autoctoni; solo 2600 bottiglie, la nostra bordolese è la numero 1362. Il vino è una selezione e l'altissima qualità della materia prima si percepisce sin dalle prime battute. L'uva, tutta rigorosamente di proprietà, proviene dalle sottozone Sassella e Valgella, con i grappoli del Valgella sottoposti a parziale appassimento, difatti il vino è prodotto con la tecnica del rinforzo. Il colore è un rubino pieno, vivace e con una buona trasparenza. Attraente e invitante, spinge a farsi provare senza riserve. Al naso è ricco e piacevole con profumi di fiori di alta montagna, frutta matura, toni speziati dolci e minerali rocciosi. Portato alla bocca è un velluto: ha struttura ed equilibrio da vendere, il tannino è dolce e levigato, molto ben integrato, ricco di sfumature e per niente rustico. E' un vino molto elegante e territoriale, immediato, succoso, fragrante e si fa bere con estremo piacere.
L'impostazione è di certo moderna, difatti non stiamo parlando di un vino classico e tradizionale come quelli di Ar.Pe.Pe. (di cui già Mauro aveva scritto all'epoca sul Maiale), e seppur è un vino "rinforzato" non è spinto sulla concentrazione e non mostra finti muscoli. Questo Valtellina è da abbinare sicuramente al cibo, nel nostro caso avevamo della polenta taragna Principato di Lucedio e del formaggio stagionato, ma il vino si sa, si abbina anche alle persone e ai racconti ebbri della notte, ai ricordi fotografici dei vigneti terrazzati e di una viticoltura eroica, al gusto di bitu, sciatt, pizzoccheri e casera. Muretti a secco, tradizioni di un tempo, piatti poveri di origine contadina e autenticità di questi vini: ne ha parlato anche Ermanno Olmi, nel suo nuovo lavoro Rupi del vino, magari un giorno ne riparleremo anche qui, ma sarà un altro giorno.

Azienda agricola Le Strie
cantina: via Ginnasio - 23026 Ponte in Valtellina (SO)
sede: frazione San Gervasio, 13/A - 23036 Teglio (SO)
tel 0342.780566
Stefano Vincenti, cell 335.1273509
Paolo Culatti, cell 340.2935760
info@lestrie.it
www.lestrie.it

Giacinto Chirichella



11 commenti

Mauro Erro ha scritto: Bentornato :-)
Federico ha scritto: Complimenti ragazzi. Gran bel lavoro! E tornare a parlare di vino alla vostra maniera è stato un modo importante di proseguire con il nuovo maiale.
Cybo - Romantic restaurant Rome ha scritto: E' in questi casi che si rimpiange di non vivere al Nord :-) Qui a Roma è irreperibile questo vino e dalla descrizione fatta sembra davvero meritevole. Ho visto che sul sito di store online che hanno suggerito sul loro sito ufficiale il vino viene venduto a 16,50 a bottiglia, un prezzo onesto. Rimangono le perplessità sulla spedizione però. Peccato perchè come vino ispira davvero. Leggo che fa 13 mesi di legno, poi acciaito e poi 8 mesi in bottiglia...Sapete se al centro c'è qualche rivenditore? Un saluto
Cybo - Romantic restaurant Rome ha scritto: E' in questi casi che si rimpiange di non vivere al Nord :-) Qui a Roma è irreperibile questo vino e dalla descrizione fatta sembra davvero meritevole. Ho visto che sul sito di store online che hanno suggerito sul loro sito ufficiale il vino viene venduto a 16,50 a bottiglia, un prezzo onesto. Rimangono le perplessità sulla spedizione però. Peccato perchè come vino ispira davvero. Leggo che fa 13 mesi di legno, poi acciaito e poi 8 mesi in bottiglia...Sapete se al centro c'è qualche rivenditore? Un saluto
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