Qualche giorno fa ho sbirciato nell’archivio del maiale, contemplando e rileggendo i piatti che fino ad ora Stefano ed io abbiamo proposto. Mi sono un po’ lasciato andare alle emozioni, ai ricordi di un bel po’ di mesi passati a condividere la passione per la cucina ed alla bellezza di farlo a “porte aperte”, con voi insomma che entrate, leggete, sbirciate, lasciate messaggi e soprattutto cucinate. Guardavo il maiale dalla finestra del mio computer, col sorriso sulle labbra (…il naso rosso e un fazzoletto in mano per colpa del raffreddore), lo osservavo in silenzio e riflettevo sul fatto che, ahimé, la componente alcolica ultimamente è venuta un po’a mancare; che a parte l’ultima ricetta ubriaca del mio compare il 2008 non ha visto ancora bagnare queste candide pagine col sangue di bacco. E visto che il maiale è nato ubriaco (e tale deve rimanere), facciamolo bere dico io. Stavolta però non si tratta di un vino qualunque. Questo, l’ho fatto io. Al vino bianco, preparato da un anziano signore conosciuto per caso in un giorno d’estate, ho aggiunto il profumo delle arance calabresi ed il retrogusto amarognolo della noce matura. Ho lasciato macerare il tutto per alcuni giorni, completando la maturazione in bottiglia. Poi il momento giusto è arrivato e in una cena a lume di candela con la dolce Paula ho accompagnato a questa profumata bevanda una calda crostata di frutta secca. Davvero sublime.
Ingredienti
5 noci
la scorza di due arance
1 litro di vino bianco dolce
100 ml di acquavite (opzionale)
150 g di zucchero semolato
Pulire e tagliare le noci a metà, metterle in un barattolo a chiusura ermetica con la scorza d’arancia, il vino, l’acquavite e lo zucchero, aggiungendo un pizzico di noce moscata. Coprire e lasciare macerare in un luogo asciutto per 10 - 20 giorni, mescolando di tanto in tanto. Passato questo periodo, filtrare l’infuso ed imbottigliarlo. Non abbiate fretta di consumarlo e lasciatelo maturare in bottiglia ancora per un pò.
Consiglio: Servire fresco, magari per aprire oppure chiudere un buon pasto invernale.
Remo Morretta
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